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Malattie e disordini neurochirurgici

 

Tumori intracranici

Meningiomi

 

 

 

 

 

Originano dalle cellule aracnoidee delle meningi.
Benché la maggioranza siano benigni, possono ricorrere, talvolta anche ad un grado maggiore di tumore. Sedi frequenti sono: la regione parasagittale, la fossa cranica posteriore, l'angolo ponto-cerebellare e la base del cranio. Circa il 50% si presenta nella localizzazione parasagittale.
Possono essere associati a neurofibromatosi di tipo 2.
Sono in genere singoli, ma possono anche essere multipli. Possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri.
Il meningioma ha una crescita lenta con bordi distinti. A causa della sua lente crescita può diventare abbastanza grande prima di dare sintomi.
Esistono anche rare forme maligne, che tendono ad invadere i tessuti adiacenti. 

Rappresentano il 20% di tutti i tumori primitivi dell'encefalo e si presentano più spesso nelle donne di mezza età.
Nel 90% dei casi sono intracranici. Solo l'1,5% di tutti i meningiomi si presentano nell'infanzia. 

I sintomi sono causati dalla compressione piuttosto che dall'invasione del tessuto encefalico.
Possono presentare una varietà di sintomi in rapporto alla sede. Le manifestazioni più comuni sono: cefalea, ipostenia, crisi epilettiche, cambiamenti della personalità, confusione, disturbi visivi. Nei bambini i sintomi iniziali sono quelli indicanti un aumento della pressione intracranica. 

Sebbene la loro relativa iperdensità rispetto al parenchima li renda visibili alla Tomografia Computerizzata, l’esame d'elezione resta la Risonanza Magnetica. Tendono ad impregnarsi più o meno uniformemente con il mezzo di contrasto. La Tomografia computerizzata può essere comunque utile per valutare l'iperostosi che alle volte si realizza quale reazione dell’osso alla base di impianto tumorale. 

Meningioma che produce una rilevante compressione sul tronco cerebrale
Programma chirurgico al neuronavigatore.

Il trattamento d'elezione è quello chirurgico. La radiochirurgia può essere utile quando il tumore non è completamente rimosso o in zone particolarmente delicate (seno cavernoso). Anche se completamente asportato, pur essendo benigno, il meningioma recidiva con una frequenza variamente stimata dal 10% al 20% dei casi in funzione della sede e della conseguente garanzia di radicalità.
Per quelli senza sintomatologia e diagnosi accidentale, o in posizioni scarsamente accessibili, in cui la chirurgia sarebbe un rischio, può essere impostata una attenta osservazione nel tempo. 

Solitamente la spettanza di vita non è compromessa dal tumore. Può implicare qualche disagio fisico, e la recidiva può manifestarsi anche a distanza di tempo. Va segnalato che pur trattandosi solitamente di una lesione benigna, può presentare un maggior difficoltà chirurgica se si sviluppa in aree nelle quali l'aggressione eleva il rischio operatorio sia immediato sia come deficit residui. 

 

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