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Malattie e disordini neurochirurgici

 

Tumori intracranici

Linfomi

 

 

 

 

 

Sono tumori maligni di derivazione linfocitica (cellule bianche del sangue), generalmente metastatici ed eccezionalmente primitivi dell'encefalo.
Questi tumori solitamente colpiscono i soggetti che presentano un sistema immune non correttamente funzionante. Questo linfoma è più frequentemente dovuto alle cellule B, tipo non Hodgkin.
Le più frequenti localizzazioni sopratentoriali sono: i lobi frontali, i nuclei profondi e le zone periventricolari.
Le condizioni cliniche che postano ad una maggiore associazione con linfomi cerebrali sono: le collagenopatie (il lupus eritematoso sistemico, la sindrome di Sjogren, l'artrite reumatoide), l'immunosoppressione ed il virus di Epstein Barr. 

Questi tumori rappresentano lo 0,85-2% di tutti i tumori primitivi encefalici. Comunque, l'incidenza di questi tumori sta lentamente aumentando. Questo è probabilmente dovuto al fatto che frequentemente il linfoma primitivo encefalico si trova nei malati di AIDS e nei soggetti immunodepressi.
L'età media di diagnosi è 52 anni. Più giovane, approssimativamente 34 anni, nei pazienti immunocompromessi. Il tumore si presenta nell'1,9% dei pazienti con AIDS. 

I sintomi sono quelli associati con l'aumento della pressione intracranica, confusione, letargia, cambiamenti della personalità, perdita di memoria, ipostenia od intorpidimento di una parte del corpo, crisi di tipo comiziale. I problemi visivi possono essere il primo segno di tumore. 

La diagnosi è primariamente ottenuta con la Risonanza Magnetica anche se la certezza si può avere solo dalla biopsia cerebrale con tecnica stereotassica. Dal momento che i linfomi primitivi encefalici sono molto rari i pazienti vanno sottoposti ad un completo screening quali: attenta esaminazione clinica di tutti i linfonodi superficiali, Tomografia Computerizzata del torace e dell'addome, esami del sangue e delle urine, biopsia del midollo osseo. 

Posta la diagnosi di certezza con la biopsia cerebrale l'indicazione, più che per la chirurgia tradizionale, che non migliora la prognosi è verso la radioterapia ed il successivo trattamento chemioterapico. Da segnalare che le lesioni encefaliche sono molto sensibili agli steroidi. L'uso di questi può farle scomparire, seppure transitoriamente, alle immagini rilevate dalla Risonanza Magnetica. 

L'80% dei casi risponde positivamente alla radiochirurgia ed al trattamento chemioterapico, con libertà da malattia per lunghi periodi. 

 

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