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Per
quanto sia enorme l'impegno della ricerca di nuove possibilità terapeutiche
nei tumori cerebrali, l'asportazione chirurgica è oggi ancor sempre un
passaggio determinante o di grande aiuto per la guarigione o una migliore
prognosi del paziente.
Sono
strumentazioni computerizzate che consentono al chirurgo di conoscere sempre l'esatta
posizione durante l'intervento consentendo oggi di raggiungere qualsiasi sede
con degli approcci spesso del tutto innovativi. Con questa strumentazione l'intervento
viene pianificato alla consolle del computer anche giorni prima dell'intervento,
riducendo così il rischio di dover fare intraoperatoriamente delle scelte non
sufficientemente valutate.
Sono quindi venuti meno quei limiti legati alla sede
difficile (lesione profonda, sede critica, ecc.) che in passato hanno spesso
escluso un trattamento chirurgico.
Oggi il vero limite rimane quello biologico,
un'infiltrazione estesa del tumore per cui non è asportabile radicalmente.
Il
procedimento inizia con una Risonanza Magnetica o una Tomografia Computerizzata del paziente eseguite con scansioni
particolari. Al momento dell'intervento il capo del paziente viene posto in
uno spazio riconosciuto dal computer attraverso un sistema ottico ad infrarossi
che vedono dei punti di repere. Il computer non fa altro che sovrapporre il capo
del paziente alle immagini RM o TC. Durante l’intervento il chirurgo userà
degli strumenti che sono visti dal sistema (sempre attraverso un sistema ottico
ad infrarossi) per cui il computer potrà indicare sulle immagini della RM o TC
l'esatto punto punto in cui questi strumenti si trovano.
Il chirurgo sarà
quindi in grado prima di raggiungere la lesione attraverso la via più sicura
raggiungendola però senza superare i margini della lesione, evitando così dei
rischi per il parenchima circostante.
Precedente
alla neuronavigazione prevede l'applicazione di una struttura meccanica rigida
al capo del paziente, chiamato casco stereotassico, al quale vengono applicati
dei sistemi di riferimento con i quali il paziente può eseguire una Risonanza
Magnetica, una Tomografia Computerizzata o un'angiografia. In questo modo
otterremo le coordinate operatorie che ci permettono di raggiungere il punto
interessato con una precisione millimetrica.
L'assoluta
padronanza degli aspetti anatomici crea l'esigenza di avere più informazioni
sugli aspetti funzionali delle aree critiche che possono trovarsi coinvolte
dalla lesione. L'attuale
diagnostica, quale la Risonanza Magnetica funzionale incomincia a dare importanti informazioni
sulle funzioni cerebrali. In chirurgia sono soprattutto la corteccia motoria e
quella somatosensoriale ad essere analizzate così da avere anche questa
informazione durante il procedimento chirurgico. L'utilizzo è ancora
ristretto e spesso l'informazione è sicura nei casi già di per sé scontati,
ma viene a mancare proprio nei casi più problematici, come nei casi tumorali
dove è stata posta l'indicazione chirurgica per una funzionalità alterata
della corteccia. È comunque una fase
ancora iniziale per cui ci si può aspettare un enorme sviluppo in questo campo.
Attualmente,
ciò che maggiormente garantisce il paziente dall’andare incontro a deficit
importanti è la possibilità di una chirurgia in anestesia locale durante la
quale il paziente può collaborare. |
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