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Malattie e disordini neurochirurgici

 

Tumori intracranici

Cisti colloidi

 

 

 

 

 

L'origine delle cisti colloidi è stata lungo dibattuta. Diversi tipi di cellule sono state proposte come origine di queste cisti, come il neuroepitelio ependimale, la coroide o altre.
Presentano forma ovoidale e sferica ed hanno un diametro variabile da 1 a 3 centimetri.
Si localizzano di solito nel terzo ventricolo, dove sono attaccate al tetto ed al plesso corioideo.
Non sono conosciute forme maligne di cisti colloidi. 

Sono tumori benigni dell'età adulta (30-50 anni).
Costituiscono l'1% di tutti i tumori del sistema nervoso centrale. 

La localizzazione tipica nella parte anteriore del terzo ventricolo tra i forami di Monro (comunicazione interventricolare) causa una ostruzione, dapprima parziale poi completa, di questi forami, con conseguente idrocefalo ed ipertensione endocranica.
I segni sintomi prodotti dalle cisti colloidi sono principalmente legati all'aumento della pressione intracranica. I più frequenti sintomi sono: cefalea, nausea, vomito, disturbi dell'equilibrio, disturbi visivi, sonnolenza ed alterazioni del tono dell'umore.
Nelle fasi iniziali la cefalea ed il vomito sono intermittenti, scatenati dai movimenti del capo che producono un blocco transitorio dei forami di Monro da parte della cisti. 

La Tomografia Computerizzata e la Risonanza Magnetica costituiscono la base per la diagnosi. Forniscono inoltre informazioni sulla presenza o meno di idrocefalo. 

Unico trattamento è la chirurgia in cui è essenziale l’uso del neuronavigatore e della stereotassia per permettere un approccio minimo (1 cm di incisione corticale). A questo si aggiunge oggi lo svuotamento della cisti per via endoscopica i cui risultati a distanza si basano però su esperienza limitata. 

Hanno una prognosi favorevole, con guarigione definitiva. Possibili, per quanto rare, le recidive se l’asportazione non è stata radicale. 

 

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